LETTERA A RUGGERO GUARINI
Gentile Ruggero Guarini,
è vero, le idee producono effetti e le idee di grandi pensatori come Jean Baudrillard, nutrono il mondo e stimolano la riflessione, anche se a riflettere non è un filosofo, ma un’artista-coreografa che scrive appunto con il corpo, nel tempo, nello spazio, e non con la penna e l’inchiostro sul foglio. Si produce così una straordinaria quanto soprendete catena che dalla carta passa al palcoscenico, fluttua invevitabilmente (!) nel mondo virtuale di Google, per tornare alla carta. Certo non è la prima volta che coreografi si ispirano a filosofi, e che coreografi contemporanei si ispirano a filosofi contemporanei, eppure, che questa cosa accada in Italia e sprattutto che accada a Napoli, ad opera di una napoletana è (stranamente) sorprendente ed io mi soprendo – con un sorriso – che sia sorprendente.
Inaspettato davvero trovarmi ad entrare, per qualche riga, nel Suo Fisimario di sabato scorso, 17 marzo, dedicato alla commemorazione di Baudrillard. Articolo che parte dal mio Mensch – über Schönheit e dal corpo per aprirsi sulla querelle del dopo 11 settembre e delle sorpendenti (?) quanto dirompenti affermazioni di Karleinz Stockhausen, di Susan Sontag e su tutti di Jean Baudrillard.
Mi chiede se sia filosoficamente e coreuticamente corretto affermare che anche i corpi dell’11 settembre fossero “corpi-macchina, esibiti e plastificati”. Seguendo la logia ed il pensiero di Baudrillard dobbiamo rispondere positivamente, e unendomi al pensiero/provocazione di Karleinz Stockhausen penso sia corretto anche coreuticamente affermare quanto Lei afferma, non abbiamo assistito alla più “sconvolgente” danza quel giorno? Io stessa sono tra i tanti ad essere stata testimone oculare, in un pub a Londra, di quello che mi è apparso allora come un video-clip musicale, prima di capire che “era tutto vero”. E’ questa credo una delle più interessanti e urgenti questioni del nostro tempo, il continuo spostarsi del limite tra pubblico e privato, se questo limite esiste. Altra stimolante riflessione riguarda la questione della “assunzione di responsabilità”. Questioni che occupano la mia ricerca artistica e che sono temi ricorrenti dei miei lavori.
Ho letto con interesse il Suo articolo ed ho apprezzato il fatto che Lei mi inviti al dialogo con la proposta di una nuova tesi su cui lavorare: “la nostra volontà di potenza può solo esacerbare la volontà di distruggerla per cui è lei stessa complice della propria distruzione”. Già da qulache anno ho inziato a lavorare all’idea dei giochi di potere tra individui, gruppi e società e spero con il suo incoraggiamento di riuscire a sviluppare e approfondire il lavoro anche in questa direzione, quindi La ringrazio per le Sue parole e riflessioni che è stato un onore vedere rivolte a me.
Una piccola correzione a onor del vero: Mensch è stato creato su commande del Goethe Institut Neapel dove è stato rappresentato la prima volta, mentre al PAN è stato presentato solo in video nell’ambito del Festival Il Coreografo Elettronico.
Un piccolo rammarico, siamo andati in scena con Mensch – über Schönheit il 27 febbraio scorso a Napoli, peccato Lei non ci fosse!
Spero di poterLe mostrare prossimamente Mensch – über Schönheit e chissà una nuova creazione sulla tesi da Lei proposta.
Cordialmente,
Gabriella Riccio
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- Published:
- 21/03/2007 / 4:28 pm
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- Ruggero Guarini
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